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Cala Goloritzè

Cala Goloritzé: storia, geologia e valore naturalistico

Cala Goloritzé, situata nel territorio di Baunei lungo il Golfo di Orosei, è considerata uno dei luoghi naturali più straordinari della Sardegna e del Mediterraneo. Nel 2025 è stata proclamata “spiaggia più bella del mondo” dalla classifica di  The World’s 50 Best Beaches, riconoscimento ottenuto grazie alla combinazione unica di paesaggio incontaminato, mare cristallino, imponenza geologica e autenticità ambientale.La cala non è soltanto una spiaggia famosa per il turismo balneare: rappresenta anche un importante monumento naturale e geologico, formatosi attraverso processi iniziati circa 150 milioni di anni fa, alla fine del periodo Giurassico. In quell’epoca l’area era sommersa da un mare tropicale poco profondo, molto diverso dall’ambiente odierno. Sul fondale vivevano coralli, ricci di mare, molluschi e numerosi organismi marini che, accumulandosi nel tempo, diedero origine ai sedimenti carbonatici poi trasformatisi nei calcari bianchi che oggi caratterizzano le alte falesie della zona.

Formazione geologica e paesaggio
Le rocce che dominano Cala Goloritzé appartengono principalmente alla Formazione di Monte Bardia, costituita da calcari organogeni biancastri, in alcuni punti dolomitizzati. Nel corso di milioni di anni, l’azione combinata di:erosione marina,vento,piogge,carsismo superficiale e sotterraneo,movimenti tettonici,variazioni del livello del mare,ha modellato il territorio creando gole, archi naturali, grotte costiere e monoliti rocciosi.Tra gli elementi più spettacolari spicca la celebre guglia calcarea di Monte Caroddi, alta circa 143 metri sul livello del mare. Si tratta di una “perda”, cioè un pinnacolo roccioso isolato, simile alla vicina Perda Longa. La guglia si è formata quando l’erosione ha progressivamente separato uno sperone di roccia dal resto della montagna, lasciando isolato il monolite che oggi domina la cala. Un altro simbolo della cala è l’Arco di Goloritzé, un arco naturale scavato nella roccia, residuo di antiche grotte costiere crollate parzialmente nel tempo. L’intero paesaggio appare quasi “scultoreo”: massi bianchissimi, pareti verticali, acqua verde-azzurra e vegetazione mediterranea creano un contrasto cromatico unico.

Carsismo, sorgenti e ambiente naturale
L’area è caratterizzata da un carsismo molto sviluppato. Le acque piovane penetrano nelle fratture del calcare scavando cavità sotterranee, inghiottitoi e sorgenti carsiche. Nei pressi della spiaggia esistono infatti:una risorgenza carsica che sfocia direttamente sulla spiaggia;una sorgente sottomarina a circa 50 metri dalla riva;numerosi giunti e fratture allargati dall’erosione.In alcune zone affiorano persino basalti vulcanici, fenomeno particolare all’interno di un ambiente prevalentemente calcareo-dolomitico. Dal punto di vista naturalistico, la zona conserva habitat molto integri e poco alterati dall’uomo. Nelle gole vicine sopravvivono specie vegetali rare e ambienti forestali antichi. Nel Bacu Canale, ad esempio, è presente un tratto di foresta di leccio mai tagliata. In altre aree protette crescono:lecci,corbezzoli,carpini neri,terebinti,ornielli.Questo microclima isolato ha favorito la conservazione di ecosistemi mediterranei particolarmente ricchi.

Turismo, tutela e valorizzazione
Cala Goloritzé è oggi una delle mete più visitate della Sardegna orientale, raggiungibile:via mare, soprattutto dai porti di Santa Maria Navarrese e Cala Gonone (ma anche dal porto di arbatax);via terra, attraverso un sentiero escursionistico di circa 3 km che parte dall’altopiano del Golgo.La guglia è inoltre molto apprezzata dagli arrampicatori per la qualità della roccia calcarea e per la verticalità delle pareti.L’area rientra nei territori destinati alla tutela ambientale del Golfo di Orosei ed è collegata ai progetti di protezione del Parco Nazionale del Gennargentu. La costa fa parte anche delle zone individuate come riserva marina già dalla legge del 1982.La necessità di protezione nasce dall’aumento continuo del turismo. I principali rischi non riguardano tanto la distruzione del paesaggio geologico — molto resistente — quanto:il sovraffollamento turistico,l’impatto delle imbarcazioni,il disturbo degli ecosistemi,eventuali distacchi di massi dovuti all’erosione naturale.Per questo motivo vengono effettuati controlli periodici e regolamentati gli accessi, così da preservare il carattere incontaminato della cala.


Un simbolo della Sardegna nel mondo
Il riconoscimento internazionale ottenuto nel 2025 ha consacrato Cala Goloritzé come simbolo mondiale della bellezza naturale sarda. La classifica di  The World’s 50 Best Beaches valuta infatti non solo l’estetica del luogo, ma anche:autenticità ambientale,purezza delle acque,conservazione naturale,tranquillità,unicità geologica,presenza di fauna e flora rare,limitata urbanizzazione.La Sardegna si è distinta in modo eccezionale anche nella classifica europea, con numerose spiagge presenti tra le migliori del continente, tra cui: La Pelosa, Cala Brandinchi, Cala dei Gabbiani, Cala Coticcio, Is Arutas. Cala Goloritzé rappresenta quindi non solo una spiaggia famosa, ma un vero laboratorio naturale dove geologia, mare, biodiversità e storia della Terra si fondono in un paesaggio unico al mondo.

Cala Mariolu

Cala Mariolu: una delle perle del Golfo di Orosei

Cala Mariolu è una delle spiagge più celebri e spettacolari della Sardegna, situata nel territorio di Baunei, lungo la costa orientale del Golfo di Orosei. Considerata tra le spiagge più belle del Mediterraneo e del mondo, è famosa per il mare dai colori irreali, le alte falesie bianche e l’ambiente ancora selvaggio e incontaminato.La cala è composta da due piccole insenature separate da un tombolo roccioso e presenta un paesaggio molto particolare: al posto della classica sabbia fine, l’arenile è formato da minuscoli ciottoli bianchi e rosa levigati dal mare, così chiari da ricordare fiocchi di neve. Per questo motivo il nome originario della zona era “Ispuligi de nie” o “Is pùligi de nie”, cioè “pulci di neve” o “polvere di neve”.

Origine del nome e caratteristiche della cala
Il nome “Mariolu” deriva invece da una leggenda legata alla foca monaca. I pescatori provenienti da Ponza accusavano infatti la foca di rubare il pesce dalle reti e la chiamavano “mariolo”, cioè ladro. Da qui sarebbe nato il toponimo attuale.La spiaggia è circondata da enormi falesie calcaree che in alcuni punti raggiungono anche i 500 metri di altezza, creando uno scenario molto suggestivo e quasi isolato dal resto del mondo. Le pareti rocciose proteggono la cala dal vento e contribuiscono a creare giochi di luce particolari: al mattino alcune grotte naturali offrono riparo dal sole, mentre nel pomeriggio gran parte della spiaggia entra in ombra grazie alle stesse falesie.Tra le rocce è presente anche una piccola grotta marina scavata dall’erosione del mare nel corso dei secoli. Poco distante si trova inoltre la celebre Grotta del Fico, una delle cavità più note del Golfo di Orosei.

Mare e l’ambiente naturale
Uno degli elementi che rende unica Cala Mariolu è il mare: le acque passano dal verde smeraldo all’azzurro intenso e al turchese trasparente, creando l’effetto di una piscina naturale. I fondali bassi e limpidi la rendono ideale per:snorkeling,immersioni subacquee,nuoto,esplorazione marina.L’ambiente sottomarino ospita numerose specie marine, mentre al largo è possibile talvolta avvistare delfini. Anche la fauna terrestre e costiera è molto ricca: nella zona vivono il falco pellegrino, il falco della regina, il cormorano dal ciuffo e persino l’aquila reale.La vegetazione circostante è quella tipica della macchia mediterranea, con boschi ripidi che scendono verso il mare e ambienti molto ben conservati grazie all’isolamento naturale della cala.

Trekking e accesso alla spiaggia
Cala Mariolu è raggiungibile principalmente in due modi:via mare;attraverso sentieri escursionistici.Il modo più semplice e utilizzato è via mare, con escursioni e barche in partenza da:Arbatax,Cala Gonone,Santa Maria Navarrese.Via terra, invece, l’accesso è molto più impegnativo. I sentieri si collegano al famoso trekking del Selvaggio Blu e attraversano ambienti spettacolari ma difficili, consigliati soprattutto a escursionisti esperti.Durante il percorso si incontrano numerosi punti di interesse naturalistico, tra cui:Cala dei Gabbiani, considerata la parte meridionale della stessa Cala Mariolu;la Serra Lattone, un impressionante valico calcareo;il bosco di Ispuligi de Nie;il passaggio di S’iscala e s’arcu ‘e Spuligidenie, antico attraversamento costruito dai pastori con tronchi di ginepro fissati alla parete rocciosa.Questi percorsi testimoniano il forte legame storico tra l’uomo e questo territorio selvaggio, dove in passato si svolgevano attività pastorali e perfino il trasporto del carbone verso la costa.


Un’area protetta e simbolo della Sardegna: Cala Mariolu si trova all’interno dell’area protetta del Golfo di Orosei e del Parco Nazionale del Gennargentu, contesto che contribuisce alla conservazione del suo ecosistema.Nelle vicinanze sorgono alcune delle cale più famose della Sardegna:Cala Goloritzé,Cala Luna,Cala Sisine,Cala Biriola.La sua posizione isolata e il difficile accesso hanno contribuito a preservarne l’autenticità. Proprio questa combinazione tra natura incontaminata, mare straordinario e paesaggio selvaggio ha reso Cala Mariolu una delle spiagge più apprezzate al mondo e una delle immagini simbolo della Sardegna.

Massiccio del Gennargentu

Gennargentu: il cuore montuoso della Sardegna

Il Gennargentu è il più importante massiccio montuoso della Sardegna e rappresenta il “tetto” dell’isola. Situato nella Sardegna centro-orientale, principalmente nella provincia di Nuoro, è un territorio vasto, selvaggio e incontaminato, caratterizzato da montagne antichissime, foreste secolari, gole profonde, altopiani e piccoli borghi ricchi di tradizioni.Il nome deriva dal sardo antico “Genna ‘e argentu”, cioè “porta d’argento”, probabilmente ispirato ai riflessi chiari degli scisti grigi che costituiscono gran parte delle rocce del massiccio. Questo ambiente naturale è considerato uno dei più autentici e suggestivi dell’intera Sardegna.

Le montagne e la vetta più alta della Sardegna
Il Gennargentu comprende le cime più elevate dell’isola:Punta La Marmora (1834 m),Bruncu Spina (1829 m),Punta Paulinu (1792 m).La vetta più alta è Punta La Marmora, conosciuta anche con il nome sardo Perdas Crapias o Perdas Carpìas, che significa “pietre spaccate”, riferimento alla fragilità degli scisti che tendono a frantumarsi facilmente.Nelle giornate limpide dalla vetta è possibile osservare gran parte delle coste della Sardegna. Il punto simbolico con la croce non coincide esattamente con la cima reale, che si trova poco più avanti su un rilievo vicino.

Geologia e origine del massiccio
Dal punto di vista geologico, il Gennargentu è una formazione molto antica legata alla catena ercinica, sistema montuoso formatosi centinaia di milioni di anni fa. Il massiccio è composto soprattutto da:scisti,graniti,rocce metamorfiche,formazioni calcaree.La sua morfologia attuale deriva da lunghi processi geologici collegati:all’orogenesi alpina,ai sollevamenti crostali,alla rotazione del blocco sardo-corso,all’apertura del Mar Tirreno.Le montagne presentano profili arrotondati e vaste pietraie, alternate a vallate profonde e pascoli d’altura. Tra i luoghi più suggestivi c’è Su Sciusciu, dove si trova la sorgente più alta della Sardegna.Dal Gennargentu nasce anche il Flumendosa, il secondo fiume più lungo dell’isola, che attraversa canyon e vallate fino a sfociare vicino a Villaputzu.

Flora e paesaggi naturali
Il Gennargentu è famoso per la sua biodiversità e per gli ambienti naturali ancora molto integri. In passato il territorio era quasi completamente ricoperto da foreste, in parte distrutte dai grandi tagli boschivi dell’Ottocento. Ancora oggi sopravvivono boschi molto importanti con:tassi secolari,agrifogli,ontani,ginepri,querce monumentali.Tra gli esempi più straordinari vi è S’Ilixi ‘e Perreddu, una gigantesca quercia con una chioma larga oltre 40 metri, considerata tra le più grandi d’Europa. In primavera il paesaggio si riempie di colori e profumi grazie alla fioritura di:peonie selvatiche (sa rosa ‘e monte),genziane,rose selvatiche,digitalis purpurea,timo selvatico.Sopra i 1200 metri dominano grandi prati erbosi, mentre alle quote più elevate prevalgono ambienti rocciosi e rupestri.

Fauna del Gennargentu
La fauna del Gennargentu è una delle più ricche della Sardegna, anche se in passato molte specie subirono forti riduzioni o scomparvero completamente.L’animale simbolo è il
muflone, la pecora selvatica sarda dalle grandi corna spiralate. Oggi la specie è in ripresa ed è frequente osservare branchi durante la primavera.Tra gli altri animali presenti vi sono:aquila reale,falco pellegrino,poiana,corvo imperiale,cinghiali,volpi.In passato vivevano qui anche il cervo sardo, il daino sardo, il gipeto e l’avvoltoio monaco.

Borghi, tradizioni e cultura
Gennargentu non è soltanto natura: il massiccio è circondato da paesi ricchi di storia e tradizioni. I principali comuni dell’area sono:Fonni,Desulo,Arzana,Villagrande Strisaili,Aritzo,Tonara,Ollolai.Qui sopravvivono tradizioni molto antiche:il canto a tenore,la poesia improvvisata,la lotta sarda s’istrumpa,gli abiti tradizionali,la lavorazione dei gioielli sardi.Anche la gastronomia è parte fondamentale della cultura del Gennargentu:torrone di Tonara,castagne e salumi di Desulo,carapigna di Aritzo,miele di montagna,formaggi e carni arrosto.

Archeologia e testimonianze nuragiche
Il territorio conserva anche importanti resti archeologici nuragici. Tra i siti più rilevanti si trovano:il villaggio nuragico di Ruinas, il più alto della Sardegna;il nuraghe Unturgiadore;la tomba dei giganti di Su Scusorgiu.Questi insediamenti testimoniano come le montagne del Gennargentu fossero abitate già migliaia di anni fa.

Un territorio protetto e unico
Il Gennargentu è oggi riconosciuto come una delle aree naturalistiche più importanti della Sardegna ed è inserito nelle zone di tutela della rete Natura 2000 grazie alla presenza di numerose specie endemiche animali e vegetali.Questo massiccio collega idealmente la Sardegna interna con il Golfo di Orosei: dalle montagne infatti il paesaggio degrada lentamente verso il Supramonte e le celebri coste calcaree di:Cala Luna,Cala Sisine,Cala Fuili,Grotta del Bue Marino.Il Gennargentu rappresenta quindi l’anima più autentica della Sardegna: un territorio dove montagne, natura, storia e tradizioni continuano ancora oggi a convivere in modo straordinario.

Tortoli, Lido di Orrì

Lido di Orrì: il grande litorale dell’Ogliastra

Lido di Orrì è una delle spiagge più spettacolari e rappresentative della costa orientale della Sardegna, situata nel territorio di Tortolì, in Ogliastra. Affacciata sul mare cristallino del Golfo di Orosei e attraversata dalla celebre strada panoramica SS125, questa lunga fascia costiera è considerata uno dei simboli naturalistici dell’isola.Il litorale si sviluppa per circa 9-16 chilometri, a seconda delle suddivisioni considerate, ed è formato da un susseguirsi di spiagge, piccole cale e insenature intervallate da rocce granitiche levigate dal mare. L’effetto paesaggistico è straordinario: il bianco e l’oro della sabbia contrastano con il turchese del mare, il verde della macchia mediterranea e il rosa-grigio delle rocce.

Caratteristiche della spiaggia e del mare
La spiaggia di Lido di Orrì è composta da sabbia chiara, finissima e morbida, con alcuni tratti misti a piccoli ciottoli levigati. Il fondale, basso e sabbioso, si estende dolcemente per circa 300 metri dalla riva, rendendo la zona particolarmente adatta:alle famiglie con bambini,ai nuotatori meno esperti,alle lunghe nuotate,alle attività acquatiche.Le acque sono estremamente limpide e assumono sfumature che vanno dal verde smeraldo all’azzurro intenso. Sul fondale si possono osservare anche riflessi metallici dovuti alla presenza di pirite, chiamata tradizionalmente “oro degli stolti”. Il mare è ideale per:snorkeling,immersioni,pesca sportiva,surf e windsurf, grazie alla presenza del vento in alcune giornate.Vicino alla riva emergono grandi scogli granitici arrotondati dall’erosione marina, che rendono il paesaggio ancora più suggestivo.

Natura, dune e vegetazione
Alle spalle della spiaggia si sviluppa un ambiente naturale molto ricco, formato da dune sabbiose, pinete e macchia mediterranea. Le dune più alte raggiungono circa 6 metri e ospitano una vegetazione specializzata tipica degli ambienti costieri, con specie come:ginepro,lentisco,euforbia,giunchi,tamerici.In alcuni tratti sono presenti boschetti di ginepro che arrivano quasi fino al mare, come nella splendida Cala Ginepro, una delle zone più caratteristiche del litorale.Dal punto di vista ambientale, l’area fa parte del Sito di Interesse Comunitario (SIC) “Lido di Orrì”, inserito nella rete europea Natura 2000, importante per la tutela degli ecosistemi costieri e delle specie animali e vegetali presenti.

Lo stagno di Orrì e gli aspetti naturalistici
Dietro il litorale si trova anche il piccolo Stagno di Orrì, una zona umida costiera sviluppata in una depressione retrostante la spiaggia. Lo stagno occupa una superficie variabile e raccoglie le acque provenienti dai rilievi circostanti, tra cui Monte Teristolu e Genna Graitta.L’ambiente stagnale è caratterizzato da:canneti,giuncheti,terreni umidi,vegetazione psammofila delle dune.Si tratta di un ecosistema importante soprattutto per l’avifauna migratoria. Nell’area sono stati osservati numerosi uccelli di interesse comunitario, tra cui:garzetta,airone rosso,falco di palude,falco pellegrino,martin pescatore,beccapesci.Sono presenti anche anfibi e rettili tipici degli ambienti umidi sardi, come la raganella sarda e il rospo smeraldino.Durante l’estate, nei periodi più siccitosi, lo stagno tende parzialmente a prosciugarsi, mentre nei mesi piovosi può collegarsi temporaneamente al mare attraverso la spiaggia.

Servizi e turismo
Lido di Orrì è una spiaggia molto attrezzata e premiata più volte con la Bandiera Blu per la qualità delle acque e dei servizi.La zona principale, detta “spiaggia grande”, offre:parcheggi ampi anche per camper,noleggio ombrelloni e lettini,pedalò,canoe,moto d’acqua,chioschi e punti ristoro,aree gioco per bambini.Alle spalle dell’arenile si trovano campeggi, hotel e strutture turistiche. Durante le serate estive il lungomare si anima con mercatini, musica e locali.

I dintorni: tra mare, archeologia e paesaggi dell’Ogliastra
Il litorale di Orrì è circondato da alcune delle località più belle dell’Ogliastra. Poco distante si trovano:Spiaggia di Cea, famosa per i faraglioni rossi chiamati Scoglius Arrubius;Rocce Rosse, monumento naturale di porfido rosso;Cala Moresca;Porto Frailis.L’entroterra di Tortolì offre invece testimonianze archeologiche nuragiche e romane, come il sito di s’Ortali ’e su Monti.Il territorio dell’Ogliastra unisce quindi mare tropicale, natura selvaggia, tradizioni antiche e gastronomia tipica. Dopo una giornata al mare si possono scoprire i sapori locali, dai culurgiones al cannonau, in una delle zone più autentiche e longeve della Sardegna.

Baia di Cea, Tortolì.

Rocce Rosse, Arbatax.

Cala Moresca, Arbatax.

Porto Frailis, Arbatax.

S’Ortali e su Monti, Tortolì.

Massiccio del Gennargentu, Arzana.

Ristoranti e piatti tipici

Sapori autentici dell’Ogliastra e della Sardegna

Tra mare cristallino, montagne selvagge e antiche tradizioni pastorali, la cucina sarda racconta l’anima più autentica dell’isola. Soggiornare in Ogliastra significa vivere un’esperienza fatta di profumi intensi, ricette tramandate da generazioni e ingredienti semplici trasformati in eccellenze gastronomiche.Dai piccoli borghi di montagna fino alle coste affacciate sul Mediterraneo, ogni piatto custodisce una storia di famiglia, territorio e tradizione.

Il pane: simbolo della tradizione sarda

Pistoccu e Carta da Musica
Tra i protagonisti della tavola ogliastrina troviamo il celebre pane pistoccu, preparato con semola e farina, cotto due volte nel forno per ottenere la sua caratteristica croccantezza. Tradizionalmente veniva consumato dai pastori durante le lunghe giornate di lavoro grazie alla sua lunga conservazione.Accanto al pistoccu troviamo la celebre carta da musica, una variante del pane carasau dalla sfoglia più spessa e fragrante, perfetta da accompagnare con formaggi, salumi e olio extravergine d’oliva.


Pane Pintau
Il pane pintau rappresenta invece l’arte del pane decorativo sardo: intrecci floreali e lavorazioni artigianali realizzate in occasione di matrimoni, feste e celebrazioni importanti.

Pistoccu.

Carta da Musica.

Pane Pintau.

I grandi primi piatti dell’Ogliastra

I culurgiones IGP

I culurgiones ogliastrini IGP sono il simbolo gastronomico dell’Ogliastra. Questi ravioli artigianali vengono chiusi a mano con la tipica lavorazione “a spighitta”, che ricorda una spiga di grano. Il ripieno varia da paese a paese ma conserva ingredienti autentici: ,patate* pecorino fresco o stagionato* menta* aglio* olio extravergine d’oliva.
Tradizionalmente vengono serviti con sugo di pomodoro fresco e abbondante pecorino grattugiato. Ogni comune custodisce la propria variante: * a Tortolì e Girasole domina il gusto dolce della cipolla;* ad Arzana prevale il sapore intenso del formaggio;* a Bari Sardo e Jerzu si aggiungono menta e aglio.

Malloreddus e Maccaronis de Ungras 

I celebri malloreddus, conosciuti anche come gnocchetti sardi, vengono lavorati a mano con semola e acqua. Le caratteristiche rigature permettono di trattenere perfettamente il sugo di pomodoro, la salsiccia e il pecorino.

 I tradizionali maccaronis de ungras prendono invece il nome dalla tecnica con cui vengono modellati utilizzando l’unghia del pollice.

Culurgiones.

Malloreddus.

Maccaronis de Ungras.

Fregola Sarda

La fregola sarda è una pasta di semola lavorata in piccole sfere irregolari. In Ogliastra viene proposta sia nella variante marinara con frutti di mare e zafferano, sia nella saporita versione al nero di seppia. Lo zafferano sardo, chiamato anche “oro rosso”, dona al piatto un profumo intenso e un colore unico.

Pane Frattau

Uno dei piatti più rappresentativi della cucina tradizionale sarda: pane carasau ammorbidito nel brodo, disposto a strati con sugo di pomodoro, pecorino e uovo in camicia.

Spaghetti ai ricci e bottarga

La costa sarda offre alcune delle specialità di mare più pregiate del Mediterraneo:spaghetti ai ricci di mare;pasta alla bottarga;zuppe di pesce all’ogliastrina;insalata di polpo;aragosta alla catalana. La bottarga di muggine, eccellenza della costa occidentale sarda, viene spesso grattugiata sulla pasta per esaltarne il sapore intenso e sapido.

Fregola Sarda.

Pane Frattau.

Linguine Ricci e Bottarga.

I sapori autentici della cucina pastorale

Porceddu arrosto

Il porceddu è probabilmente il piatto più famoso della Sardegna. Il maialino da latte viene cotto lentamente allo spiedo su foglie di mirto, ottenendo una carne morbida e una crosta croccante e profumata.

Sa Trattalia

Specialità antica della tradizione pastorale ogliastrina, preparata con interiora di agnello o capretto intrecciate e cotte allo spiedo.

Purpuzza e arrosti tradizionali 

Tra i secondi più apprezzati troviamo la purpuzza, carne di maiale speziata e aromatizzata con finocchietto selvatico e vino bianco, oltre agli arrosti di pecora e agnello accompagnati da erbe aromatiche locali.

Porceddu Arrosto.

Trattalia.

Purpuzza.

Arrosto di Pecora.

Arrosto di Agnello.

Le antiche focacce Ogliastrine

Sa Coccoi prena

Sa Coccoi Prena è una focaccia ripiena tipica dell’Ogliastra, preparata con pasta lievitata e un ripieno simile a quello dei culurgiones.Veniva tradizionalmente cotta nei forni a legna sopra foglie di cavolo o vite, mantenendo aromi e profumi unici.

Sa Coccoi ‘e Corcoriga

Versione rustica preparata con:zucca rossa, farina di grano duro, formaggio salato, olio extravergine. Un piatto semplice e nutriente nato dalla cultura contadina e pastorale.

S’Anguli ‘e Cipudda

Tipica preparazione ogliastrina consumata durante vendemmie e raccolte delle olive. L’impasto unisce cipolle, zucca, pomodori, formaggi locali e farina, cotto lentamente nel forno a legna. Ad Arzana esiste una variante storica preparata anche con farina d’orzo e patate lesse.

Sa Coccoi Prena.

Sa Coccoi ‘e Corcoriga.

S’Anguli ‘e Cipudda.

Altre Specialità da scoprire

Gathulis

I gathulis, tipici di Villagrande Strisaili, sono anelli fritti preparati con patate, formaggio fresco, formaggio salato, semola e olio. Croccanti e saporiti, possono essere serviti come antipasto o come primo piatto, spesso accompagnati da olive e vino locale.

Casu Axedu

Il Casu Axedu è un formaggio fresco dal gusto acidulo, simile allo yogurt ma più compatto e consistente. Può essere preparato con latte di pecora, capra o misto.

Su Brodu cun Fiocchetta

Su Brodu cun Fiocchetta è una ricetta antica lanuseina: un brodo di carne arricchito con uova sbattute e pecorino stagionato. Era considerato un piatto importante, servito soprattutto in occasioni speciali come i matrimoni

Gathulis.

Casu Axedu.

Su Brodu con Fiochetta.